
Il bar si trova all’ultimo piano, su di un pannello che ruota lentamente e che offre una vista su tutta la città.
Marzo 2013
Il mondo va veloce e io sto indietro, è la mia personale rivisitazione della strofa di una famosa canzone di Tiziano Ferro. Oltre ad essere questo, è diventato un mio mantra, uno dei tanti, come “mai dire mai”.
Trovo questa frase adatta al tempo di oggi, ci ritroviamo tutti a correre dietro qualcosa, un obiettivo, un sogno, una convinzione, per ritrovarci comunque sia sempre con poco tempo a disposizione.
Il tempo però, seppur quantificabile, è un qualcosa di astratto che abbiamo imparato a misurare che però non ha consistenza, sapore e non può essere visto e controllato; non è come un film, pause – rewind – play. E’ un’idea, un concetto e può essere diverso per ognuno di noi.
Nella vita vado spesso di fretta, ma semplicemente perché sono costantemente in ritardo, e risulta essere un mio tratto distintivo. Ad essere sincera, molte non-scelte della mia vita sono derivate dall’essere in ritardo, come la non-iscrizione agli ultimi due anni di laurea magistrale perché decisi troppo tardi di iscrivermi o come molti voti di esami universitari dimenticati da me ed accettati per tacito consenso (il più famoso fu il 22 di Revisione Contabile, che dovevo rifiutare per un voto più alto e per potermi proporre come tesista, ma dimenticato da me, da Dio, da tutti, finì sul libretto). E potrei andare avanti all’infinito..
Devo ammettere però che mi piace sempre stare un pò indietro per assaporarmi meglio la vita (e riflettendoci, forse è proprio per questo che mi ritrovo costantemente in ritardo); non so se sia il metodo migliore, non so se sia giusto, ma mi piace. Nonostante alcune decisioni ritardatarie mi abbiano fatto (e mi facciano tutt’ora) galoppare come un cavallo ad un gara all’ippodromo, il resto della mia vita la vivo con lentezza: non ho vie di mezzo, o è bianco o è nero per me, o si corre o si cammina per vetrine con lentezza per ammirare la bellezza.
Mi ritrovo ultimamente a vedere molti dei miei coetanei metter su a casa, matrimoni, figli mentre io mi sono ritrovata in questa foto scattata da me nel 2013 a New York: giro lentamente intorno a questo mondo che va veloce, o forse ad una adeguata velocità, mentre io lentamente mi godo la vista e vivo la mia vita con molta più lentezza, sorseggiando un buon calice di vino. Difficile da spiegare, ma amo godermi il mio tempo, in ritardo rispetto gli altri forse. Non parto dal presupposto che gli altri siano in anticipo ma semplicemente riconosco di essere un passo dietro tutti. Prima o poi mi ritroverò come sempre a correre! Mi piace dare tempo al tempo però, finché posso.
Il tempo è prezioso. E’ saper valorizzare la propria vita come meglio si crede. C’è chi pensa che il tempo passato a studiare sia tempo perso o che la vita passata a viaggiare sia la cosa migliore. Chi crede che i figli siano un orologio che scandisce i giorni verso la nostra vecchiaia e chi pensa che il tempo dedicato agli altri nobiliti l’animo. Non esiste una vera ricetta per la vita perfetta, ognuno di noi ha il proprio modo per esaltare il tempo a disposizione su questa Terra.
Io tifo per un tempo vissuto con lentezza; voglio assaporarmi la vita e i piaceri che offre, alla velocità che ritengo opportuna (ai 30 km/h, come i nonnini sulla statale 460). Voglio riempire l’anima di sapori e paesaggi meravigliosi; voglio una vita piena di amore, di emozioni forti.
Il tempo per me deve essere scandito da momenti che tolgono il fiato, perché, al contrario di quanto si pensi, sono i momenti migliori.
E’ fare l’amore, è vedere il tramonto su un’isola, è lasciarsi stupire dalla vastità del Gran Canyon, è vedere il viso del proprio figlio per la prima volta, è la notizia inaspettata, il sogno che si realizza.
Non perdete il fiato per correre e vivere il tempo prima del tempo. Rallentate, e perdete il fiato per le emozioni vere, quelle che fermano il tempo e lo fanno sembrare un’eternità.
